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23/09/2007
OpenId, mai piu' form di registrazione?
Ogni servizio un form dove registrarsi: tramontati i tempi in cui bisognava riempire lunghissimi formulari in cui ti chiedevano anche auto posseduta e titolo di studio (che te ne frega poi, se alla fine mi proponi lo stesso mass mailing che mandi alle altre milionate di registrati alla freemail?) ci siamo ridotti all'osso, per registrarsi ai nuovi servizi 2.0: un indirizzo mail valido, una password.
Era ora, ma in ogni caso resta il problema della numerosita' dei servizi, ed OpenId, un meccanismo di autenticazione che prevede la presenza di un server che conserva i tuoi dati e che intermedia fra l'utente e il servizio finale, e che si occupa di passare al servizio finale potrebbe essere una soluzione che semplifica la vita. Persino a chi ti offre il servizio: sappiamo bene che le buche login sono lo scoglio dove si infrangono e si perdono migliaia di utenti "si, beh, magari lo faccio dopo..."
Quanti server, curati da chi (qualcuno li gestira'), con che politiche sara' un tema caldo: Claudio Cicali del progetto OpenId reagisce filosoficamente a chi gli chiede "ma se poi l'identity server che custodisce i miei dati viene comprato?" con un laconico "shit happens".
In ogni caso OpenId e' un sistema totalmente decentralizzato: non ci sono solo pochi server che tengono i dati di milioni di persone ma si puo' arrivare a migliaia di server distribuiti fino al limite per cui ogni utente e' gestore del suo proprio identity server.
E ricordiamoci che la parola "identita'" non indica solo l'identita' anagarfica: quanti Paolino Paperino nati a Paperopoli ci sono in giro? (tutti con codice fiscale valido!) ;-)
12:38 Scritto da gionnipeppe in alice, barcamp, blog life, ghirada, web 2.0 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: alice, ghirada, openid, claudio cicali | OKNOtizie |
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